Page 7 - Il volto nuovo della chiesa di S.Antonio in Poggiomarino
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«Il nome originario del grande taumaturgo e predicatore sant’Antonio di Padova è Fernando Bulhăo, nato a Lisbona da una nobile famiglia, che – forse a causa della semiomonimia – pretendeva di discendere da Goffredo di Buglione. Si tramanda, anche grazie alla testimonianza del notaio e cronista padovano Rolandino de’ Passeggeri, che suo padre era Martino Alfonso, cavaliere, e sua madre Maria. Ignota la sua data di nascita: ma dal trecentesco Liber miraculorum se ne è dedotta quella del 15 agosto 1195, che è tradizionalmente tramandata…». Dopo un’infanzia nel lusso e nel desiderio delle armi, sembra che egli fosse quindicenne quando, nel 1210 venne accolto tra i canonici regolari agostiniani di Lisbona, nell’abbazia di san Vincenzo, importante centro di studio e di apostolato…e per sfuggire ai richiami di amici e parenti si trasferì al convento di santa Croce in Coimbra. Dopo l’uccisione di cinque frati francescani morti martiri in Marocco, nel 1220 Fernando passò al nuovo ordine di Francesco d’Assisi assumendo il nome di Antonio… e nell’autunno del 1220 si imbarcò con un confratello, fra Filippino di Castiglia, alla volta del Marocco. «Ma la vicenda africana si sviluppò in un modo molto diverso da com’egli avrebbe voluto. Colpito da malaria, si lasciò convincere a rientrare in Portogallo: ma, durante il viaggio di ritorno, una tempesta lo spinse sulle coste della Sicilia orientale. Lì, dai confratelli messinesi, egli apprese che Francesco stava convocando i frati alla Porziuncola di Assisi per il Capitolo generale di Pentecoste del 1221, quello durante il quale sarebbe stato presentato il testo della Regola. Decise pertanto di recarsi ad Assisi, insieme con i francescani di Messina, e incontrare finalmente il fondatore. È molto probabile che in realtà non vi sia stato alcun incontro diretto, in quell’occasione, tra Francesco e Antonio. Ma il frate portoghese entrò comunque in rapporto con fra Graziano, ministro provinciale di Romagna, che lo accolse con lui e lo destinò all’eremo di Montepaolo tra Predappio e Castrocaro, sulle colline che da Forlì guardano verso la Toscana. Lì condusse l’esistenza del novizio, svolgendo lavori umili e pesanti: ma sembra che quasi per caso gli capitò di predicare, senza alcuna esperienza, nella cattedrale di Forlì, durante la quaresima o (secondo altri) alla fine del 1222. L’impressione provocata dalla sua spontanea eloquenza – nutrita tuttavia dai severi studi condotti nel decennio dell’esperienza presso i canonici agostiniani – fu tale e tanta che egli divenne di colpo famoso: e pare che proprio da Assisi giungesse l’ordine di utilizzare da allora in poi le capacità del frate portoghese nella predicazione…E nel 1223 Francesco consentì di fondare il primo studentato teologico francescano a Bologna, presso il convento di Santa Maria della Pugliola, da parte di Antonio chiamato da Francesco “il mio vescovo”». Antonio predicò in Romagna, in Emilia, nella Marca trevigiana, in Lombardia e Liguria…e famosa è la sua predica a Rimini (cfr. ai pesci…e alla mula). Papa Onorio lo inviò a predicare in Francia contro i catari ed altre eresie nel 1224, soprattutto in Provenza, Linguadoca e Guascogna. Nel capitolo di Pentecoste del 1227 il nuovo generale, suo amico, Giovanni Parenti, lo nominò ministro provinciale per l’Italia settentrionale. Si dedicò alla predicazione, alla visita dei conventi, a mettere pace, ad essere messaggero di Cristo e nel 1228 giunse a Padova per predicare la quaresima. Andò a Roma da Gregorio IX, ad Assisi per l’inaugurazione della basilica nel 1230, e sul finire dell’estate del 1230 rientrò a Padova, ove morì (all’Arcella) il 13 giugno 1231, dopo aver predicato 7
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