Page 3 - Il volto nuovo della chiesa di S.Antonio in Poggiomarino
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Introduzione generale “La mia casa è casa di orazione/preghiera” (Gesù) “La chiesa…è la porta del cielo” (liturgia) “Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: lì sarà il mio nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo” (preghiera di Salomone in 1 Re 8,27-29) Così dobbiamo vincere tutte le difficoltà, per offrire alla Comunità un luogo dove incontrare Dio e dove incontrarsi fra persone credenti. Una pagina di “Famiglia Cristiana” del 14 dicembre 2008, scritta da don Severino Dianich nella rubrica “il compendio” del Catechismo pone il titolo: “ Al centro della Chiesa” e spiega molto bene l’insieme del “presbiterio”. «Le nostre chiese, dopo tanti secoli di storia, ci si presentano con una grande abbondanza di elementi provenienti da diverse epoche e da tradizioni e usi differenti, sì che non è facile comprendere la logica con cui l’edificio è strutturato. Nelle chiese contemporanee, invece, a volte ci sentiamo smarriti, perché non vi ritroviamo la stessa atmosfera che ci ha lasciate impresse le forti emozioni della fede durante la nostra infanzia. Ma anche quando non raggiungono la bellezza della grande architettura della nostra storia, le chiese di oggi, grazie agli effetti della riforma liturgica del concilio Vaticano II, ci mostrano con maggiore chiarezza gli elementi determinanti della loro composizione. I tre punti focali che risaltano per primi sono l’ambone, il battistero e l’altare. Infatti, la comunità cristiana nasce dalla fede, che viene dall’ascolto della parola di Dio. Qualunque liturgia si celebri, i fedeli prima di tutto sono chiamati intorno all’ambone, per ascoltare le letture della Bibbia. Ma ogni volta che entriamo in chiesa, non possiamo dimenticare quel nostro primo ingresso, che fu il Battesimo: se non ci imbattiamo direttamente nel fonte battesimale, sarà la pila dell’acqua benedetta a ricordarcelo, quando ci segneremo con l’acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così come nel Battesimo fummo segnati per sempre. Una volta entrati, tutto lo spazio della chiesa è lì ad accoglierci, noi che siamo il tempio vivente di Dio. Nel punto culminante dell’aula, verso il quale tutti gli altri elementi convergono, ecco l’altare. È una mensa, per ricordare quella della cena di Gesù, ma a volte la sua forma allude a un’ara sacrificale, perché vi offriamo al Padre il corpo e il sangue del Cristo, che ha sacrificato la sua vita per la nostra salvezza. Su questa mensa deporremo la nostra offerta e da essa riceveremo quel pane che ci unisce tutti in un solo corpo. Infine, poiché delle ostie consacrate nella Messa se ne conservano alcune, da portare ai malati, c’è un tabernacolo, altro luogo eminente nella chiesa, nel quale custodirle con onore, perché i fedeli, in qualsiasi momento entrino in chiesa, possano sentire viva la presenza di Cristo e possano sostare in adorazione. Particolare rilevanza ha poi, nelle chiese, la sede del celebrante, che nelle cattedrali ha una forma imponente, giacché il seggio del vescovo sottolinea l’importanza del suo magistero. Anche se poco visibile, data l’aura di riservatezza che l’avvolge questo sacramento, non manca il luogo destinato alle confessioni. Infine, in molte chiese storiche c’è anche un tabernacolo destinato alla custodia degli oli benedetti, che sono conservati per le unzioni del Battesimo, della Cresima, dei malati e dell’Ordine sacro» (p. 11). 3
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