Page 11 - Il volto nuovo della chiesa di S.Antonio in Poggiomarino
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C’è un magnifico concerto di campane che sono state riposizionate e riviste dalla Ditta Merolla di Poggiomarino, e la descrizione di ogni singola campana è stata offerta dalla penna dello stesso Michele Merolla. Un foglio volante dell’archivio parrocchiale ci parla di una lettera senza firma al Vescovo in data 7/XII/’54 da Poggiomarino, che riguarda il numero delle campane e del loro “concerto” « Rev.mo Monsignore, la sua richiesta in merito alle campane, di cui s’interessa la Commissione d’Arte Sacra, mi lasciò alquanto perplesso. Qui c’è una campana un po’ “fessa” dal peso approssimativo tra i tre e i quattro quintali, io credo; e si trova fissata su una delle torrette della Chiesa, serve a dare il segno delle Funzioni; a terra ce n’è un’altra delle dimensioni più piccole almeno di un terzo di quella fissata La gente mi dice che c’era un bellissimo concerto di campane; chi dice cinque, chi dice sei, e di queste non rimane alcuna traccia essendo state distrutte col bellissimo campanile. Descrizioni precedenti non saprei dove andarle a cercare. Se Lei crede di fare un esposto in questo senso, o se crede lo faccia io stesso, me lo dica. Con devoto ossequio. Dev. mo» (Archivio parrocchiale 1950) Dalla cronaca della casa: «Domenica 13 dicembre 1959 furono benedette dal Vescovo le due nuove campane: Una dedicata alla Madonna di Lourdes e a s. Giuseppe, la grande, dal peso di kg 300, e la piccola dedicata a s. Rita e a s. Lucia che pesa kg 130. [NB. questa descrizione non coincide con le attuali campane] Il 17 gennaio 1960 iniziano i lavori per il trono di sant’Antonio e si finisce il lavoro del campanile e pertanto si possono suonare le campane…ed al 7.2.1960 c’è scritto che dopo 17 anni la parrocchia ha di nuovo il suo campanile e le sue belle e squillanti campane». Tamburro d’ingresso o bussola È un’opera in legno destinata al Santuario di Pompei che finisce a Poggiomarino come si vede dal compromesso tra il parroco, p. Silvio Valentini e l’amministratore mons. Foschini di Pompei in data 29 ottobre 1956. «Fra i sottoscritti mons. Giovanni Foschini Amministratore Apostolico di Pompei e don Valentini Silvio parroco di ANIME PURGANTI di POGGIOMARINO (Napoli) si è convenuto: Mons. Giov. Foschini nella qualità vende ed aliena al sopradetto don Valentini Silvio un portale detto volgarmente TAMBURRO da porta di Chiesa non ancora completamente costruito e nello stato in cui si trova per la somma di lire seicentomila (l. 600.000) ed il don Valentini Silvio accetta. Il pagamento di tale somma avrà luogo, in quanto a lire 300.000 alla firma del presente contratto e in quanto al resto a rate di lire 100.000 (centomila) ogni otto mesi a partire da otto mesi dopo la firma di questo contratto, da pagarsi dal Parroco pro tempore di detta Parrocchia per il quale lo stesso don Valentini dichiara di essersi premunito delle opportune facoltà da parte del Suo Vescovo mons. Vozzi, vescovo di Sarno. E poiché il don Valentini ha versato al sopradetto mons. Foschini il quale ha accettato nella qualità, le lire trecentomila convenute quale primo versamento come detto, questi gliene dà con la presente piena quietanza. Letto confermo: mons. Giovanni Foschini; letto confermo Parroco P. Silvio Valentini» (Archivio parrocchiale, 1950). 11
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